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  LA STORIA LOCALE

Le origini della nostra città
Tanti anni fa la città di Barletta non esisteva, c'era solo una pianura bagnata dal mare Adriatico. Una tribù di nomadi aveva visto la bellezza di questo luogo, per il clima e per la fertilità dei campi e decisero di accamparsi, formando un piccolo villaggio vicino al mare dove ora sorge il complesso "Solemar". Infatti, quando sono stati effettuati gli scavi per costruire le fondamenta hanno trovato i resti di quel villaggio che oggi sono conservati nel museo civico di Barletta. Intanto la popolazione aumentava e quel piccolo villaggio diventò in breve un piccolo paese. Gli abitanti si dedicavano all'agricoltura e alla pastorizia. Barletta diventò importante con la venuta di Federico II di Svevia che fece costruire il Castello accanto al quale fu eretta la Cattedrale.
L'arma civica della città di Barletta, di origine antichissima, era già ben visibile sulla facciata del Sedile del Popolo, costruito nel 1400. Durante i primi tempi della dinastia normanna si svolsero molte lotte tra i signori locali in possesso dei feudi. A queste si aggiunsero delle incursioni saracene che seminarono terrore tra gli abitanti dei villaggi. Ad uno di questi assalti improvvisi è legata la storia dello stemma della nostra città.
Lo stemma della città
L'arma civica della città di Barletta, di origine antichissima, era già ben visibile sulla facciata del Sedile del Popolo, costruito nel 1400. Durante i primi tempi della dinastia normanna si svolsero molte lotte tra i signori locali in possesso dei feudi. A queste si aggiunsero delle incursioni saracene che seminarono terrore tra gli abitanti dei villaggi. Ad uno di questi assalti improvvisi è legata la storia dello stemma della nostra città.
Una leggenda popolare narra che nel 1093, durante un assalto saraceno, un certo Roberto, Signore della città, combattendo valorosamente contro le truppe avversarie, uccise con le proprie mani il capo degli invasori e, nel rientrare vittoriosamente in città, ripulì la sua mano, ancora intrisa di sangue, sullo stipite della porta che doveva sorgere tra l'attuale chiesa del Purgatorio e Palazzo Bonelli, lasciandovi impresse quattro strisce rosse.
Nel 1310 fu dichiarata città demaniale. Sotto gli Angioini, nel XIV e nel XV sec., ebbe il periodo del suo massimo splendore grazie ai commerci con l'Oriente e alla costituzione di una potente flotta mercantile. Il 4 febbraio 1459 vi fu incoronato Ferdinando I d'Aragona.
In seguito, re Ruggiero Normanno dichiarò quel simbolo stemma della città:

"Stemma coronato, disegnando in campo d'oro
quattro vermiglie orizzontali sbarre"

Nel 1743, re Ferrante d'Aragona aggiunse allo scudo le iniziali F. B. che stanno per "Fedelissima Barletta."
I nostri Santi Patroni
L'icona della Madonna risale al '500 e pare sia stata portata a Barletta da alcuni Monaci Basiliani che si stabilirono nel luogo in cui oggi sorge la Chiesa dello Sterpeto, in Via Trani.
Il convento venne in seguito abbandonato e l'icona rimase lì per secoli fino a quando non fu rinvenuta nel XVII sec. Si dice che alcuni contadini, lavorando in quel luogo trovarono un sotterraneo nel quale era nascosta la tavola della Vergine. Si narra che un contadino mentre arava la terra con l'aiuto di un asino, vide all'improvviso l'animale inginocchiarsi e parlare il proprio figliolo, muto dalla nascita. Allora il contadino ripulì il terreno dagli sterpi, scavò e vi trovò un quadro che raffigurava la Madonna dal volto nero. Da quel momento fu chiamata "Madonna dello Sterpeto".
S. Ruggiero nacque in un villaggio presso Canne detto oggi Torre di Pietra. Fu un uomo molto energico, ammirato per le sue virtù apostoliche da principi e Papi. La leggenda narra che, ai tempi in cui avvenne l'apparizione di S. Michele Arcangelo sul Gargano, S. Ruggiero si sia recato con S. Sabino vescovo di Canosa, S. Riccardo vescovo di Andria e il vescovo di Siponto sulla vetta garganica per consacrarvi la basilica.
Lungo la strada i tre vescovi si fermarono perché indeboliti per la fatica e il gran caldo. S. Ruggiero si mise in ginocchio e cominciò a pregare intensamente. Subito un'aquila scese dal cielo e con le sue ali li riparò dal caldo ed una fossa lì vicino si riempì d'acqua fresca con cui si dissetarono.
L'icona della Madonna risale al '500 e pare sia stata portata a Barletta da alcuni Monaci Basiliani che si stabilirono nel luogo in cui oggi sorge la Chiesa dello Sterpeto, in Via Trani. In risposta alla peste che aveva decimato gli abitanti di Barletta, gli amministratori del Comune fecero promessa di riti e offerte ai Santi Protettori.
Sperimentata la protezione di San Ruggiero, per voto pubblico della città, amministratori e cittadini s'impegnarono a digiunare nella vigilia della sua festa, il 29 dicembre, e a realizzare il busto d'argento dentro il quale si trova il vero teschio del Santo che ancora oggi viene portato in processione durante le celebrazioni patronali.

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