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Il decreto Gelmini è passato in senato ed è diventato legge.
29/10/2008

                 Nel dettaglio le principali novità.

 Il tanto discusso decreto Gelmini che ha infuocato il mondo scolastico italiano, dagli studenti agli insegnanti, passando anche negli atenei, è diventato legge.

L’Aula di Palazzo Madama ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge del decreto del governo con 162 a favore, 134 contro e tre astenuti.

"La scuola cambia. Si torna alla scuola della serieta’, del merito e dell’educazione, dice il Ministro.

Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l’introduzione dell’educazione  civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani.

"Entro una settimana il Ministro presenterà anche il piano sull’università"
Ecco le principali novità previste dal decreto Gelmini relative alla scuola elementare:
Maestro unico. Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un docente prevalente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un

maggior numero di ore.
Razionalizzazione. Il decreto legge 137/2008 si accompagna alle misure previste nel dl 112, collegato alla Finanziaria, che prevede tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente in tutti gli ordini di scuole.

Nel prossimo anno la “sforbiciata” sarà più consistente (- 42mila posti), poi nel 2010 se ne elimineranno circa 25.500 e l’anno successivo poco meno di 20mila.

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e gli esponenti del governo hanno più volte precisato che non di licenziamenti si tratta, ma di una riorganizzazione che di fatto precluderà la possibilità della riconferma per migliaia di docenti con rapporto di lavoro precario.

I tagli non risparmieranno nemmeno gli Ata, il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente.

Prima dell’intervento del governo Berlusconi, i tagli previsti dal precedente governo assommavano a 20mila dipendenti.

La scuola conta circa 1 milione e 100mila occupati, la riduzione complessiva quindi riguarda oltre il 10 per cento del personale del comparto istruzione.

L’obiettivo ultimo che si è posto il governo con il dl 112 è quello di avvicinare il rapporto alunni-docenti a quello della media Ue: attualmente in Italia è pari a 8,94, mentre con l’attuazione dei tagli nel 2012 verrebbe portato a 9,94.

Per l’immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base

Provinciale.

Ritorno ai voti. Un altro ritorno, ossia quello del voto in pagella alle elementari e alle medie.

Nella primaria il voto sarà affiancato da un giudizio, nella scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. Nessun pericolo bocciatura per i bambini delle elementari e delle medie

con una sola insufficienza.
Voto in condotta. Torna il voto in condotta, perchè come ha spiegato ieri il ministro Gelmini “È urgente rispondere al fenomeno del bullismo”. Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà determinante per il giudizio finale dell’alunno: con il “5″ in pagella, si può correre il rischio della bocciatura. All’educazione scolastica è poi assegnato anche lo studio

dell’educazione civica: “Cittadinanza e Costituzione“.
Libri di testo. Contro il “caro libri” il decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore (salvo appendici di

aggiornamento eventualmente necessarie).
Edilizia scolastica. Come annunciato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi sono previste risorse destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive. Nell’articolo 7 bis è previsto che per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche.
 


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