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La storia del Gobbo di Notre Dame emoziona i genitori della Scuola Musti
15/06/2008

Con una stupenda opera di Victor Ugo e musiche da pelle d’oca si conclude il PON “Gioco e…imparo”

 

Quasi una magia, quella vissuta ieri sera nel cortile del II C.D. “Raffaele Musti” dai genitori che hanno assistito alla prima teatrale “Il Gobbo di Notre Dame”, che conclude il progetto PON “Gioco e…imparo” . Sin dalle prime note, a tutti è venuta la pelle d’oca ed è stato un crescendo di emozioni fino alle fine dello spettacolo e oltre. Si è raccontato di Esmeralda, una gitana, che ha fatto innamorare Quasimodo, il brutto e gobbo campanaro della cattedrale di Notre Dame. Una stupenda opera di Victor Hugo associata a musiche piene di passione, sentimento e pathos. Lo spettacolo è stato splendido, i piccoli artisti sono stati meravigliosi, perfettamente calati nelle loro parti hanno recitato, cantato testi impegnativi e danzato stupende coreografie, scatenando vari stati di emotività a seconda della scena.  Le scenografie, così come i costumi, non  hanno distratto lo sguardo e l’attenzione dello spettatore,  ma hanno offerto una splendida cornice alle voci e alle performance dei protagonisti.

Parlarne non rende bene l’incanto che tutti abbiamo provato davanti alla bravura dei protagonisti e alla bellezza della coreografie... l’emozione che hanno trasmesso i ballerini che si muovevano sul palco con leggerezza e grinta... allo stesso tempo il brivido delle note, cantate con sentimento e passione. E, soprattutto, ci piace pensare all’impegno di questi 180 ragazzi che alla fine hanno visto gratificato il loro lavoro da una standing ovation generale.

Per la D.S. Maria Angela Petroni, è stata una festa dalle indimenticabili emozioni, ricca di valori, passioni e sentimenti che, trasmessi con le parole, i gesti e la musica, come tutte le fiabe, invitano al confronto tra bene e male e a riflettere sui temi seri dell’emarginazione, dei pregiudizi, della paura del diverso, che ancora oggi attanagliano la nostra società.

Questa serata  è stata un’ulteriore occasione per dimostrare che la scuola è un ambiente che accoglie per educare, ma anche  per dare ai ragazzi l’opportunità di imparare divertendosi.

 

dalla "Gazzetta del Mezzogiorno" del 02/07/08

 

 

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